Ovvero: Monkey D. Luffy, Gol D. Roger e un album registrato dove si stendono i panni
Dunque. Sta per uscire la seconda stagione One Piece su Netflix e il mondo si divide in due: quelli che avevano già letto il manga e quelli che lo stavano scoprendo per la prima volta grazie alla serie.
Io sono in mezzo, come capita spesso.
Avevo seguito il manga per anni, poi mi ero defilato in silenzio, con la delicatezza di chi abbandona una festa ancora in corso perché ha le scarpe che stringono.
Almeno finno a quando non è arrivato Vegapunk! Mi sono ritrovato improvvisamente di nuovo in quel mondo, come un fanboy quasiasi.
One Piece, per chi non lo sapesse, è un anime e manga di Eiichiro Oda, diventato live action Netflix con Iñaki Godoy nei panni di Monkey D. Luffy, il ragazzo col cappello di paglia che vuole diventare il Re dei Pirati.
I personaggi principali sono tanti, i protagonisti crescono di puntata in puntata, gli antagonisti sono spesso più interessanti di qualsiasi eroe.
E poi c’è lui, il fantasma che aleggia su tutto fin dalla prima pagina: Gol D. Roger, il Re dei Pirati per eccellenza, l’uomo che ha trovato il tesoro definitivo e ha lasciato al mondo una domanda. Ma senza risposta!
Ecco. Il mio nuovo album a nome Zondini, Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante, esce oggi facendosi portavoce di qualcosa in comune con Gol D. Roger. Non ho nascosto indizi di un testori misterioso tra le tracce di questo lavoro, ma tante domande.
La stanza dove si stendono i panni

Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante l’ho registrato nell’estate del 2025, in una “stanza jolly” di casa che assolve a tante funzioni: studio di registrazione, archivio, zona stireria. Insomma, uno spazio bello abbondante con tanta roba ammassata ai lati, niente fronzoli, tripudio del superfluo.
Cosa stava accadendo fuori i quell’estate? Superman stava andando forte, almeno nei gossip. Il film di James Gunn competeva con i Fantastici 4 della Marvel, mentre l’unica cosa di fantastico che accadeva era la scrittura di canoni divise tra nerdismo estremo e amori immaginari.
Dan Da Dan, i nerd e la divisione manichea del mondo

C’è un manga (e un anime) che si chiama Dan Da Dan. Il suo universo si divide tra ragazzi appassionati di UFO e ragazze appassionate di magia. I due protagonisti si incontrano a metà strada, come sempre fanno le persone che hanno qualcosa da condividere anche se non lo sanno ancora.
È da lì che viene il concept di questo album. Fantasy e Sci-Fi: due ragazzi che vivono il presente togliendosi di dosso ogni bruttura, preferendo la complicità e l’evasione. Non costruiscono una storia coerente, ma condividono un mood. Ho cercato di farne portavoce la copertina, ispirata a un celebre album degli Smiths. Non ci sono mummie di regine morte di fresco, ma una ragazza con il cappello da strega, gli occhi chiusi, e un robot degli anni ’50. Si stringono. Forse sognano.
Le canzoni di Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante una per una (quasi)
01 Cracked by Mark Zonda
02 Fantasy e Sci-Fi
03 Zondini – Gentile Donzella
04 Gruppo Sanguigno
05 Pianeti
06 Superamore
07 Mondstat
08 Romantasy
09 Credi in Me
10 Insert Coin
Fantasy, Sci-Fi e Compagnia Cantante si apre con un omaggio alle schermate di caricamento dei giochi piratati per Commodore 64. Quelle sigle strumentali pazzesche — “Cracked by Frodo”, “Master of Noise” — erano il titolo di testa di un film che non esisteva e che per questo prometteva tutto. Cracked by Mark Zonda è una di quelle sigle. Una dichiarazione. Un tributo a chi aveva diciotto anni e un joystick al posto del cuore.
Similmente, l’album trova la sua chiusa con Insert Coin. Quando arrivavi alla fine di un gioco arcade, lo schermo ti chiedeva: “vuoi continuare? Hai ancora un gettone? “.
Era un bivio che non ammetteva rimpianti. Quelle musiche da Hall of Fame, quelle melodie per inserire le tue tre iniziali nella classifica Top-10, erano tra le cose più belle che il mondo avesse prodotto. Ho cercato di farne un brano strumentale.
In mezzo c’è tutto il resto. Gruppo Sanguigno, ispirato ai Kino di Viktor Tsoi — malinconia sovietica anni ’80, niente a che fare con Vasco Rossi.
Mondstat, l’unica città di Genshin Impact che conosco, ballata anni ’50 per un pubblico che preferisce rifugiarsi nei mondi fantastici piuttosto che fare la spesa.
Romantasy, il genere letterario esploso tra le lettrici negli ultimi anni, raccontato dall’esterno con la precisione di un entomologo che studia una specie bellissima e incomprensibile.
Superamore, che sa di cantautorato anni ’70.
Pianeti, che parla di un ragazzo nerd solo alla fine di una festa che paragona i suoi drammi post-adolescenziali alla fisica dei corpi celesti (“come fanno i pianeti a sembrare immobili pur muovendosi? Come fa la gente ad attrarsi nell’oscurità?”).
E poi Credi in Me, il primo brano che ho inciso per questo progetto, con Dio che gira in motorino fregandosi dei problemi altrui, figuriamoci di quelli di un adolescente.
Il brano che amo di più è Fantasy & Sci-Fi. È molto particolare. Non so se piacerà a tutti. Forse proprio per questo.
Chi è più forte: Zondini o Damon Albarn?

Damon Albarn è un genio. Lo dico senza ironia e senza riserve. Blur, Gorillaz, The Good the Bad & the Queen, le colonne sonore, le collaborazioni africane, le opere liriche. Il bro ha fatto cose che la maggior parte dei musicisti non riesce nemmeno a immaginare.
Zondini è più forte.
Perché Damon Albarn non ha mai registrato un album in una stanza dove si stendono anche i panni. E questo, credetemi, cambia tutto.
🎵 Ascolta “Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”
Zondini — disponibile da oggi su tutte le piattaforme.
Il 6 marzo è uscito “Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante” di Zondini. Non è un concept album. Non è un disco di Natale. È una stanza piena di cose, con dentro una strega, un robot, due ragazzi che preferiscono evadere che vivere, Dio in motorino e tracce pensate per il Commodore 64 ma che suonano come gli Smiths. Inserisci un gettone.


