A volte mi capita di lasciare il Pianeta Terra.
Intendo proprio quella sensazione di staccarsi dal pavimento di casa, dal rumore del mondo, dai feed di notifiche, per finire catapultato da qualche altra parte. Su un pianeta deserto dove una piccola banda di ribelli si prepara alla battaglia. In una torre di mattoni rossi che sale verso un cielo che non appartiene a nessuna geografia conosciuta. In un hangar giapponese dove un ragazzo di quattordici anni capisce che suo padre non lo ha mai amato davvero, nel peggior modo possibile.
I miei pianeti di fuga si chiamano Star Wars, La Torre Nera di Stephen King, Neon Genesis Evangelion. Li conosco a memoria. Ci torno. Non mi stancano mai.
Ogni volta che ci torno, penso a quanto sia strano e meraviglioso che certi mondi immaginari riescano a contenere più verità di quello reale. Che i film di fantascienza e i grandi romanzi fantasy siano, in fondo, il posto più onesto dove andare quando il mondo vuole troppo da te.
È da questo pensiero, questo bisogno di altri pianeti, che nasce Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Mutante II, fuori il 20 marzo.
Prima di tutto: i 5 film di fantascienza che non smetto di consigliare
Lo so, lo so. Siete venuti per Zondini. Ci arriviamo. Ma siccome questa rubrica funziona così — si parte da un posto e si arriva da un’altra parte — lasciatemi prima costruire la lista. Quella che mi fate sempre chiedere. Quella che risponde alla domanda “ma quali sono i film di fantascienza e fantasy da vedere assolutamente?”
Eccola. Con la mia voce sopra, non quella di un algoritmo.
1. 2001: Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968)
Il titolo che ha inventato il linguaggio visivo della fantascienza moderna. Non ha fretta. Non spiega nulla. Ti lascia nello spazio, nel silenzio, con le tue domande. Ogni volta che lo rivedo capisco una cosa diversa. È il film più paziente che esista.
2. Blade Runner (Ridley Scott, 1982)
La domanda che Blade Runner fa — cosa significa essere umani? — è ancora senza risposta. Forse è la domanda giusta proprio perché non ha risposta. L’estetica è invecchiata come invecchia il jazz: meglio di prima.
3. Alien (Ridley Scott, 1979)
Fantascienza e horror che si fondono in qualcosa che non è né l’uno né l’altro. La cosa più terrificante di Alien non è il mostro: è la solitudine. Quella nave è enorme e silenziosa e non c’è nessuno che viene ad aiutarti.
4. Star Wars: Una Nuova Speranza (George Lucas, 1977)
Il primo. Quello originale. Non il più bello della saga (per quello bisogna aspettare L’Impero Colpisce Ancora) ma quello che ha cambiato tutto. Ha dimostrato che i futuri immaginari e le galassie lontane potevano essere popolari quanto un film di genere. Anzi, di più.
8. Dune (Denis Villeneuve, 2021-2024)
Villeneuve ha fatto quello che sembrava impossibile: ha adattato il romanzo di Frank Herbert in modo degno. Dune Parte Due in particolare è una delle esperienze cinematografiche più totali degli ultimi anni. Al cinema è stato qualcosa di raro: un film di fantascienza pensato per essere vissuto su grande schermo.
9. Arrival (Denis Villeneuve, 2016)
Il film più commovente di questa lista. Un film sulla lingua, sul tempo, sul lutto travestito da film di viaggi spaziali e primo contatto alieno. La scena finale è una delle cose più belle che il cinema abbia fatto negli ultimi vent’anni. Se non l’avete ancora visto, è disponibile in streaming.
10. Disclosure Day (in arrivo, 2026)
Il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza sugli UFO. Durante una diretta TV una meteorologa viene posseduta da un’entità aliena. Da quel momento il mondo scopre che qualcuno vuole rivelare la verità sugli extraterrestri… e qualcuno farà di tutto per impedirlo👽
E adesso: il secondo pianeta!
Se avete letto l’articolo su Mutante I sapete già tutto. Se non l’avete letto, la versione breve è questa: Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è l’album uscito il 6 marzo.
Mutante è il progetto che prende quelle stesse canzoni e le manda in altri universi, altre lingue, altre epoche, altre voci misteriose che arrivano da frequenze che non dovrebbero esistere.
Mutante I era caldo, arancione, anime anni ’90. Una ragazza e un robot verde sotto un cielo che brucia.
Mutante II è freddo. Blu notte. I meccanoidi malvagi di Go Nagai che incombono alle spalle di una guerriera in tuta da combattimento. È l’altra faccia del multiverso, quella più oscura, più elettrica, più pericolosa.
Due volumi. Due copertine. Come Use Your Illusion (la capisce chi la capisce).
Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Mutante II — 20 Marzo
Dodici tracce. Stesso schema del primo volume: nomi originali privati che raccontano la storia vera, nomi ufficiali sulle piattaforme che la traducono per i distributori. Ve li racconto entrambi.
1. Cracked by Mark Zonda (Giona Money Gang Sesto Edit)
Sulla piattaforma: Cracked by Mark Zonda (Sesto Edit)
“Sesto” è Sesto San Giovanni. La scena trap di quella zona. Giona Money Gang è un nome inventato per questo universo, ma suona come potrebbe essere reale, e forse è questo il punto. In questo multiverso, Cracked è finita nelle mani della strada.
2 & 3. Fantasy e Sci-fi (Glasgow Home Recording) / Fantasy e Sci-fi (Mystery Indiepop ’86 Demo)
Sulle piattaforme: Fantasy & Sci-Fi (Home Demo) / Fantasy & Sci-Fi (1986 Demo)
Due versioni dello stesso brano, entrambe legate a Glasgow. Non è un caso. Glasgow negli anni ’80 è stata uno dei centri più fertili del rock indipendente europeo: Aztec Camera, Orange Juice, The Jesus and Mary Chain.
Glasgow Home Recording è la versione registrata in casa, su nastro, con quella qualità granulosa che suona come una promessa.
Mystery Indiepop ’86 Demo è la stessa canzone in un 1986 alternativo, come se fosse uscita su un’etichetta indie scozzese invece che a Cesena.
4. Gruppo sanguigno (Alt Pop Companion Version)
Sulla piattaforma: Gruppo Sanguigno 404 (Extended Version)
Nel Mutante I, Gruppo Sanguigno era in russo come omaggio diretto ai Kino di Viktor Coj e al loro album Gruppa Krovi del 1988.
In questo universo, la canzone torna a casa. È in italiano. Il cerchio si chiude: il brano è partito da Cesena, è andato a Leningrado, e ora rientra, ma non è più lo stesso di quando è partito.
5. Pianeti (Astral Pulse Edit)
Sulla piattaforma: Pianeti (Astral Mix)
Nel Mutante I, Pianeti era la versione alla Syd Barrett, fragile, visionaria, leggermente fuori fuoco.
Questa è la continuazione: quello che i Pink Floyd avrebbero fatto dopo, senza Syd. Più strutturata, più cosmica, più consapevole. Ed è in inglese. Due linee temporali dello stesso brano, come due risposte diverse alla stessa domanda impossibile.
6. Superamore (Lisbon Alt Version)
Sulla piattaforma: Superamore (Lisbon Version)
Non sono mai stato a Lisbona. Ma Lisbona esiste lo stesso, nelle suggestioni di chi l’ha scelta come casa, nelle evocazioni cinematografiche, in Wim Wenders che ci ha girato Lisbon Story nel 1994 inseguendo i suoni della città. Superamore in questo universo è portoghese nell’anima: malinconica, luminosa, con quella qualità particolare della luce atlantica che non assomiglia a nessun’altra luce d’Europa.
7. Mondstat (Notting Hill Funeral Mix)
Sulla piattaforma: Mondstat (Funeral Mix)
Un killing joke perfetto. Notting Hill (la commedia romantica più british che esista, Hugh Grant che balbetta e Julia Roberts che sorride) incontra la parola “Funeral”. Il risultato è qualcosa di profondamente britannico in un altro senso: quella capacità tutta inglese di trovare il grottesco dentro il quotidiano, di ridere ai funerali e piangere alle commedie.
8 & 9. Romantasy (Pirate Europe Radio ’70s Capture) / Rromantasy (Stray Dog Electro Companion)
Sulle piattaforme: Romantasy (Vintage Radio Mix) / Romantasy (Electro Mix)
Due versioni di Romantasy anche nel secondo volume. Pirate Europe Radio ’70s Capture è esattamente quello che sembra: una captazione da una radio pirata europea degli anni ’70, quelle emittenti che trasmettevano dalla acque internazionali (Radio Caroline, Radio Veronica) per portare musica dove la radio pubblica non arrivava o non voleva arrivare.
Stray Dog Electro Companion è invece warm synth-pop — Giorgio Poi che incontra Panda Bear, italianità sognante con texture psichedeliche.
10. Credi in me (Bedroom Laptop Rework)
Sulla piattaforma: Credi in Me (Bedroom Rework)
Bedroom pop. Clairo. Quella qualità intima e imperfetta della musica registrata in camera, di notte, con le cuffie per non svegliare nessuno. In questo universo alternativo, Credi in Me è nata così, piccola, vicina, personale.
11 & 12. Insert coin (Hip-Hop Cassette Dub) / insert coin (Rap Bolo Voce Collettiva)
Sulle piattaforme: Insert Coin (Cassette Dub) / Insert Coin (Collective Mix)
Come nel Mutante I, Insert Coin diventa rap, ma in due universi diversi. Hip-Hop Cassette Dub arriva su cassetta, con quella saturazione tipica delle copie di terza generazione che circolavano nei corridoi delle scuole.
Rap Bolo Voce Collettiva fa riferimento alle Posse di Bologna, quella scena degli anni ’90 in cui fare rap in italiano era anche una presa di posizione, quando i centri sociali erano palcoscenici e il microfono era uno strumento politico prima ancora che musicale.
Tracklist completa — Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Mutante II
- Cracked by Mark Zonda (Sesto Edit) — 2:14
- Fantasy & Sci-Fi (Home Demo) — 2:33
- Fantasy & Sci-Fi (1986 Demo) — 2:24
- Gruppo Sanguigno 404 (Extended Version) — 4:37
- Pianeti (Astral Mix) — 3:53
- Superamore (Lisbon Version) — 4:01
- Mondstat (Funeral Mix) — 3:57
- Romantasy (Vintage Radio Mix) — 3:31
- Romantasy (Electro Mix) — 3:53
- Credi in Me (Bedroom Rework) — 3:41
- Insert Coin (Cassette Dub) — 3:39
- Insert Coin (Collective Mix) — 6:26
E lo stesso giorno… Romantasy ’96
Il 20 marzo esce anche un’altra sorpresa. Un progetto parallelo, autonomo, costruito per un pubblico e un immaginario precisi: Fantasy ’96, EP pensato specificamente per il mercato giapponese.
Cinque versioni delle canzoni di Cantante reinterpretate nell’universo del pop e degli anime giapponesi del 1996, quell’anno specifico, quel momento culturale preciso. Ne parliamo in un articolo dedicato, perché merita un discorso a sé. Lo trovate qui. Ma è in nipponese.
A volte lasciare il Pianeta Terra non è una fuga. È un modo di capire meglio dove sei quando torni.
Verso la rotta maggiore.
— Marco Zondini




