Negli anni ’70 e ’80 siamo cresciuti a pane e cartoni animati giapponesi, spesso spensierati e avventurosi.
Eppure, anche in quelle serie apparentemente “per ragazzi” si nascondevano episodi da brivido che ancora oggi ricordiamo con terrore.
Di seguito, cinque episodi terrificanti tratti da anime di quel periodo (tutti trasmessi in Italia), che hanno traumatizzato un’intera generazione di giovani spettatori!
1. “La bambola del diavolo” – Lupin III (Seconda Serie)

Chi l’avrebbe mai detto che il ladro gentiluomo Lupin III ci avrebbe fatto paura? Eppure l’episodio “La bambola del diavolo” (dalla seconda serie Le nuove avventure di Lupin III) è ricordato come uno dei più inquietanti.
In questa storia Lupin riceve una misteriosa bambola che lo ipnotizza durante la notte, costringendolo a compiere furti in uno stato di sonnambulismo.
Dietro le quinte c’è un sinistro mago illusionista chiamato Mephistopheles, una figura dall’aura demoniaca che sembra l’incarnazione di Satana in persona.
Lupin e i suoi amici si ritrovano coinvolti in un incubo di allucinazioni e magie nere orchestrate da questo nemico.
Durante il confronto finale, le visioni di Mephistopheles raggiungono l’apice: il mago strappa il cuore dal petto di Lupin, mostrandoglielo mentre pulsa tra le sue mani! 😱
Si tratta (per fortuna) di un’illusione, ma la scena resta impressa nella memoria di chi l’ha vista (in particolare il rumore spugnoso del cuore di Lupin quando subiva una stretta da parte del diabolico villain).
Un episodio dal tono gotico e terrificante, molto lontano dalle solite scanzonate avventure di Lupin, che ci ha fatto conoscere un nuovo lato “horror” del nostro ladro preferito.
(Curiosità: nell’edizione italiana, l’episodio andò in onda col titolo evocativo “La bambola del diavolo. Un titolo azzeccatissimo!)
2. “Le bolle magiche” – Carletto il principe dei mostri

Anche Carletto il principe dei mostri – serie in genere comica e per bambini – ha il suo episodio da incubo.
Si tratta di “Le bolle magiche” (puoi vederlo qui) in cui i protagonisti affrontano una minaccia all’apparenza innocua ma in realtà agghiacciante.
Un misterioso mostro crea infatti delle bolle di sapone incantate che intrappolano Carletto e i suoi amici.
All’interno di queste bolle gli sventurati rivivono le memorie più felici e spensierate della loro infanzia, in una sorta di sogno ad occhi aperti dal quale non vogliono più uscire. Il mondo dentro le bolle è così bello e rassicurante che i protagonisti restano imprigionati volontariamente in quell’illusione (“uno splendido mondo dentro la bolla di sapone” recita infatti il titolo originale).
Ben presto, però, questo sogno confortevole si trasforma in un incubo mortale: più a lungo rimangono all’interno, più i loro corpi iniziano a dissolversi diventando essi stessi parte della bolla!
Immaginate la scena: i nostri eroi ridotti a ectoplasmi sorridenti, destinati a evaporare nel nulla intrappolati in un falso paradiso.
Un concetto davvero inquietante per un cartone per bambini, che ha fatto venire i brividi a tanti piccoli fan di Carletto.
Riusciranno Carletto e compagni a spezzare l’incantesimo prima di sciogliersi completamente? Non spoileriamo, ma vi assicuriamo che questo episodio vi lascerà con il fiato sospeso.
3. “Il signore della cometa” – Capitan Futuro
Passiamo alla fantascienza con Capitan Futuro, serie ambientata tra pianeti e galassie lontane, che però in alcuni episodi sfocia decisamente nell’horror cosmico.
In particolare gli episodi del ciclo “I re della cometa” (tratti dal romanzo The Comet Kings di Edmond Hamilton) sono ricordati per le immagini e le idee terrificanti.
L’episodio chiave di questo arco narrativo, “Il signore della cometa”, vede Capitan Futuro e la sua squadra atterrare su una strana cometa che ha causato la scomparsa di molte astronavi (hello, 3I-Atlas!).
Scoprono così che all’interno della cometa esiste un mondo nascosto, una città scintillante abitata da esseri immortali i cui corpi emanano bagliori elettrici.
Questi misteriosi abitanti della cometa erano originariamente esseri umani, ma sono stati trasformati in creature quasi aliene dai loro sovrani tirannici: il re Thoryx e la regina Lulain.
I due, con l’aiuto dello scienziato Querdel, hanno evocato delle entità extradimensionali chiamate Allus e hanno esposto la popolazione al potere di queste creature, rendendola di fatto elettrificata e immortale.
La trasformazione, tuttavia, è un autentico incubo: gli “elettrici” della cometa non hanno più bisogno di mangiare o bere e hanno perso la loro umanità, divenendo sterili e privi di emozioni.
Molti di loro rimpiangono la condizione umana perduta, in quello che è un vero scenario da body-horror fantascientifico.
Capitan Futuro stesso scopre che anche Joan (la sua amica per cui ha un debole) è stata catturata e trasformata in una di queste creature luminose!
Immaginate lo shock. L’episodio è ricco di momenti inquietanti: dalla rivelazione degli abitanti della cometa deformati in esseri immortali, alla comparsa delle entità Allus (provenienti da un’altra dimensione, quasi un omaggio ai miti di Lovecraft), fino alla rivolta disperata degli abitanti contro i loro sovrani.
Tra raggi immobilizzanti, scienziati pazzi e dimensioni parallele, “Il signore della cometa” regala più di un brivido.
È la prova che anche tra le stelle possono annidarsi incubi degni di un film horror. Un mix perfetto di fantascienza e terrore che ha reso questo episodio indimenticabile per chi l’ha visto da bambino.
4. “La rappresentazione diabolica” – Bem il mostro umano
Non può mancare Bem il mostro umano, uno dei primi anime horror trasmessi in Italia (su Rete 4 nel 1982) e forse il cartone che più (non) ci ha fatto dormire con la luce accesa.
Ogni episodio di Bem presentava mostri e atmosfere davvero cupe, ma ce n’è uno in particolare che spicca su tutti per i suoi temi satanici: “La rappresentazione diabolica”.
In questo episodio (il numero 23), Bem – il nostro eroe mostruoso dal cuore buono – si trova ad affrontare nientemeno che il Diavolo in persona. Sì, avete capito bene: un demone vero e proprio compare sulla scena, disseminando terrore. Tocca a Bem fermarlo.
L’episodio ha un’atmosfera carica di tensione: sembra di assistere a un horror gotico, con rituali oscuri e risate demoniache in sottofondo.
La cosa che rende tutto ancora più speciale (e inquietante) è il contesto: Bem, Bera e Bero di solito combattono spiriti maligni e mostri vari per proteggere gli esseri umani, ma qui il nemico è il Male assoluto. Nella resa dei conti finale, Bem ingaggia uno scontro epico contro il Diavolo e, grazie al suo coraggio e alla sua natura integra, riesce a sconfiggerlo e scacciarlo.
Vedere un “mostro buono” che prende a pugni Satana è qualcosa che da piccoli ci ha colpito tantissimo!
La puntata in questione affrontava il tema del satanismo (per quanto in chiave pedagogica e fantasy) e alcune scene – come l’apparizione del diavolo sul palco di un teatro durante una macabra rappresentazione – erano davvero da pelle d’oca.
Per molti bambini dell’epoca, fu il primo incontro con un’immagine così esplicitamente diabolica in un cartone animato.
Ancora oggi, “La rappresentazione diabolica” rimane uno degli episodi più dark e spaventosi mai passati in TV: un piccolo classico dell’animazione horror anni ’80.
5. “Epidemia” – Jeeg Robot d’Acciaio

Chiudiamo con un episodio terrificante proveniente da un anime mecha. Anche le serie di robottoni sapevano far paura all’occorrenza.
Prendiamo Jeeg Robot d’Acciaio: normalmente è incentrato su battaglie tra robot e mostri dell’antico impero Yamatai, ma nell’episodio “Epidemia” (il numero 24) si sfocia nell’horror puro con una trama da film apocalittico.
In questa puntata, la malvagia regina Himika attua un piano diabolico: avvelenare l’acqua potabile delle città.
Il risultato è agghiacciante: tutti i bambini che bevono quell’acqua contaminata si trasformano in mostri simili a zombie, che perdono la ragione e aggrediscono chiunque!
Immaginate la scena: un’intera città con i ragazzini ridotti a creature urlanti dagli occhi vuoti, e i genitori terrorizzati senza capire cosa stia succedendo. 😨
Non solo: anche gli animali impazziscono. In una sequenza memorabile vediamo perfino gli animali dello zoo (come un rinoceronte) fuori controllo attaccare le persone.
Il colpevole di questa “epidemia” è un mostro di Himika, Aniba, che infetta le acque e scatena il panico tra la popolazione.
La gente, accecata dalla paura, arriva ad accusare la base di Jeeg di aver causato il disastro, e minaccia di chiuderla.
Un clima da fine del mondo: caos, mostri ovunque e scarse possibilità di successo. Hiroshi (il protagonista, che si trasforma in Jeeg) è ferito e fatica a intervenire, mentre il tempo per trovare un antidoto stringe.
Questo episodio ci colpì perché portava nel contesto di un cartone di robottoni elementi da incubo: bambini zombificati e un’epidemia fuori controllo, temi più vicini ai film horror che a un anime per ragazzi.
Naturalmente Jeeg (SPOLIER) alla fine interviene, abbatte il mostro responsabile e riporta la situazione alla normalità, salvando i bambini e curando la “zombite”.
Troppo tardi. Almeno per noi piccoli spettatori. Le immagini di quei bambini mostruosi e della città in preda alla follia resteranno impresse per sempre.
“Epidemia” è la prova che anche tra un pugno a un mostro Haniwa e l’altro, Go Nagai (autore di Jeeg) sapeva come terrorizzare il suo giovane pubblico!
Puro terrore
Insomma eccoli qui, cinque episodi che ti fanno capire una volta per tutte che gli anime dei ’70 e ’80 non erano solo robottini trovati nel fondo di qualche sacchetto delle patatine, sorrisi da dentifricio alla fragola e sigle cantate dai figli degli ABBA impasticcati.
Altro che Mazinga. Altro che pomeriggi su Italia 1. Questi erano incubi mascherati da merendine. Se eri abbastanza scemo da guardarli da solo, ti ritrovavi a stringere il cuscino come fosse l’unica cosa viva nella stanza.
A cosa servivano gli effetti speciali? Sotto la patina rodovetrica di queste animazioni c’era un messaggio chiarissimo: “Non uscirai vivo da qui.”
E tu, che leggi e fingi di essere diventato adulto… davvero vuoi dirmi che non ti ricordi neanche uno di quegli episodi spaventosi? Dai, raccontacelo. Lascio la luce accesa…




