C’è stato un tempo in cui il fantasy televisivo non si faceva chiamare “fantasy”. Era mito, era mistero, era poesia incastonata nel muschio del bosco. Era “Robin of Sherwood”.
Oggi, quasi quarant’anni dopo, arriva “A Knight of the Seven Kingdoms”, la nuova serie fantasy HBO ambientata nell’universo narrativo di Game of Thrones.
La domanda sorge spontanea: può esistere un cavaliere errante nella televisione algoritmica del 2026? Le prime impressioni suggeriscono di sì, ma con sfumature sorprendenti.
Dentro questo primo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms si cela, in filigrana, l’anima di quel vecchio Sherwood trasmesso in Italia negli anni ’80 su circuiti di televisioni locali (come Italia 7 e Rete A) e poi riproposto su TMC nei primi anni ’90.
Ser Duncan e Robin: due orfani, una foresta, un destino

Tanto Robin Hood quanto Ser Duncan sono orfani. Entrambi portano in sé l’eco di leggende e novelle popolari. Ma se Robin è figlio del folklore anglosassone, Duncan l’Alto è creatura della penna di George R.R. Martin, protagonista della saga letteraria originale che include Il cavaliere errante, La spada giurata e Il cavaliere misterioso.
In un tempo collocato 90 anni prima di Game of Thrones, la serie HBO sceglie di raccontare la storia attraverso il registro epico e popolare del cavaliere errante.
Come Robin, Duncan è spaesato ma integro, ingenuo eppure carismatico. Come Robin, si muove ai margini della Storia, ma finisce per riscriverla.
Sherwood e i Sette Regni: foreste, tornei, produzioni fantasy
Il bosco del Wiltshire, dove veniva girato Robin of Sherwood, risuona nei rumori e nei silenzi della nuova serie.
Nonostante la scala produttiva di HBO Max e il potere globale di Amazon Prime Video, A Knight of the Seven Kingdoms mantiene un’intimità rarefatta.
Non c’è solo hype: c’è un tentativo di riscoprire linee guida più semplici nella narrazione. Il torneo su cui si apre il primo episodio diventa metafora di uno scontro culturale: tra la spettacolarizzazione post-House of The Dragon e una nostalgia per i successi televisivi degli anni ’80.
La produzione riflette questa dualità, restituendo un mondo in cui usanze e costumi evocano tanto Westeros quanto l’Inghilterra mitica dei templari e dei fuorilegge.
Sotto la luce dei flashback
La forza del primo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms è nella sua struttura: lineare ma punteggiata di flashback che illuminano la figura dell’orfano Duncan.
Le sue origini modeste, il legame con Egg, il misterioso ragazzino che lo accompagna (e che i fan della saga riconosceranno come un personaggio chiave), vengono svelati con discrezione.
Come nelle migliori produzioni di genere fantasy, è nel non detto che si apre il varco tra intrattenimento e significato.
Come Robin of Sherwood, anche la nuova serie HBO scommette sulla costruzione lenta, sulla parola più che sul colpo di scena, sull’atmosfera piuttosto che sull’azione.
Prossime puntate, aspettative, cavalieri e un po’ di magia
La narrazione di A Knight of the Seven Kingdoms si preannuncia densa di eventi e momenti di formazione.
Le prossime puntate definiranno i principali protagonisti e approfondiranno i temi della lealtà, dell’onore e della solitudine.
Come nella serie anni ’80, anche qui si intuisce che la vera forza è nella fragilità. Ray Winstone, che interpretava Will Scarlet nella serie originale ed è oggi una star del cinema, fu tra i primi a incarnare questa ambiguità morale.

Oggi toccherà a Peter Claffey e alla sua mirabile interpretazione dare corpo a questa tensione.
La domanda è aperta: riuscirà A Knight of the Seven Kingdoms a essere non solo uno spin-off di successo, ma una serie capace di toccare corde profonde? Il primo episodio si è dimostrato molto promettente.
Cronologia dei Sette Regni: dove si collocano le serie e le guerre civili Targaryen

Per comprendere davvero la portata narrativa di A Knight of the Seven Kingdoms, conviene mettere in ordine cronologico gli eventi principali della mitologia creata da George R.R. Martin, tra romanzi, novelle e adattamenti televisivi.
📜 Ordine cronologico degli eventi principali:
- Conquista di Aegon (circa 0 A.C.) – Aegon I Targaryen unifica i Sette Regni sotto il dominio della Casa Targaryen, dando inizio alla dinastia.
- La Danza dei Draghi (129–131 D.C.) – Prima grande guerra civile Targaryen, narrata in House of the Dragon, scatenata dalla disputa tra Rhaenyra Targaryen e suo fratellastro Aegon II per il trono. È l’inizio del declino dei draghi.
- La Ribellione del Principe Daemon Blackfyre (fasi tra 184–260 D.C.) – Serie di insurrezioni note come Guerre Blackfyre, in cui un ramo illegittimo dei Targaryen rivendica il trono. Questo contesto fa da sfondo agli eventi delle novelle.
- Le avventure di Ser Duncan e Egg (circa 209–259 D.C.) – Raccontate nei tre racconti Il cavaliere errante, La spada giurata e Il cavaliere misterioso, e ora nella nuova serie HBO A Knight of the Seven Kingdoms. Egg, l’accompagnatore di Duncan, gioca in realtà un ruolo MOLTO importante all’interno della saga.
- La Ribellione di Robert Baratheon (circa 282–283 D.C.) – Conduce alla caduta dei Targaryen e all’ascesa della Casa Baratheon. È l’antefatto diretto di Game of Thrones.
- Game of Thrones (298–305 D.C.) – La storia culminante delle lotte per il Trono di Spade, con la fine della dinastia Targaryen, la minaccia degli Estranei e la rifondazione del potere nei Sette Regni.
📺 Collocazione delle serie:
- House of the Dragon: ambientata circa 200 anni prima di Game of Thrones.
- A Knight of the Seven Kingdoms: ambientata circa 90 anni prima di Game of Thrones.
- Game of Thrones: cronologicamente ultima, conclude l’arco narrativo classico.
Questa visione d’insieme aiuta a comprendere le linee ereditarie, le tensioni storiche e il motivo per cui i Targaryen sono sempre sull’orlo della guerra civile.
Le due grandi guerre – La Danza dei Draghi e le Ribellioni Blackfyre – sono gli epicentri che definiscono la fragilità di una dinastia costruita su sangue e fuoco.
Calendario episodi
La prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms è composta da sei episodi, trasmessi settimanalmente negli Stati Uniti su HBO e in Italia su HBO Max il giorno seguente.
La messa in onda americana avviene ogni domenica alle 22:00 ET, mentre in Italia gli episodi diventano disponibili il lunedì mattina (fuso orario CET).
📺 Episodi e titoli ufficiali
| Episodio | Titolo originale | Data USA | Pubblicazione in Italia |
|---|---|---|---|
| 1 | The Hedge Knight | 18/01/2026 | 19/01/2026 |
| 2 | Hard Salt Beef | 25/01/2026 | 26/01/2026 |
| 3 | The Squire | 01/02/2026 | 02/02/2026 |
| 4 | Seven | 08/02/2026 | 09/02/2026 |
| 5 | In The Name of the Mother | 15/02/2026 | 16/02/2026 |
| 6 | The Morrow (Finale) | 22/02/2026 | 23/02/2026 |
🕰️ Orari di uscita e piattaforme
- 🇺🇸 USA: ogni episodio va in onda in diretta streaming e TV la domenica alle 22:00 ET su HBO e HBO Max.
- 🇮🇹 Italia: disponibile su HBO Max il lunedì mattina successivo alla première americana.
- 🌍 Internazionale: in altri Paesi è disponibile tramite Sky Atlantic / NOW o altri partner locali.
🎬 Primo episodio: The Hedge Knight

Il primo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms segna un ritorno a Westeros tutto nuovo: qui non ci sono intrighi di corte né draghi sputafuoco, ma un tono più semplice e personale.
La storia si apre con la morte di Ser Arlan e il suo scudiero, Ser Duncan l’Alto (Dunk), che decide di continuare il suo cammino come cavaliere errante, più interessato a un pasto caldo che a grandi glorie e profezie.
Dunk non è l’eroe epico a cui il pubblico di “Il Trono di Spade” è abituato: è goffo, ingenuo e più vicino a un vagabondo onesto che a un cavaliere leggendario.
Nel suo viaggio verso il Torneo di Ashford incontra personaggi bizzarri e difficoltà di carattere pratico che ribaltano le aspettative del fantasy classico.
Il ritmo è leggero, gli spunti umoristici si intrecciano a momenti più toccanti e il rapporto con il giovane Egg si preannuncia il cuore emotivo della serie.
È un inizio che riesce a coniugare umanità e spirito d’avventura, convincendo anche chi temeva un’ennesima riproposizione delle atmosfere cupe del passato.
Un ritorno a quel fantasy anni ’80 che ci parlava davvero?
Nell’era dei contenuti trattati come prodotti e dei prodotti trattati come contenuti, vedere un cavaliere errante in TV è già di per sè un gesto quasi rivoluzionario. A Knight of the Seven Kingdoms si muove in equilibrio tra attese commerciali e ricordi sedimentati.
Nel farlo, omaggia inconsapevolmente quell’altro cavaliere che fu Robin: misterioso, epico, ma profondamente umano.
Ogni tanto, in mezzo all’hype, c’è ancora spazio per un po’ di poesia. Richard Carpenter ne sarebbe contento.

