Non so più cosa sia davvero una notizia, ma ve la butto lì. Oggi – da Cesena – esce Gruppo Sanguigno 404. Il mio nuovo singolo a nome Zondini.
L’ho scritto in un periodo strano, in cui tutto nel mondo si è fatto più opaco. Ogni parola sembrava sgonfiarsi appena detta. Le immagini di guerra — da Gaza, dall’Ucraina, dai bordi del mondo — si mescolavano a video di cucina, reaction, consigli su come gestire l’ansia. Tutto in diretta. Tutto in tempo reale. Tutto disinnescato. Tutto appiattito, quasi privato di identità, significato.
Allora ho pensato al sangue. Il sangue non mente, dicono. Non è mica un’astrazione, un hashtag, un filtro di Instagram. Il sangue contribuisce a definire l’identità di un uomo. Non è che ti puoi mettere a trattare con il suo gruppo.
La canzone è nata d’estate. Un’estate un po’ strana, murato in casa da un virus alieno. Almeno così lo percepivo nel quartiere più paranoico della mia immaginazione. Un po’ come accade in Pluribus, dove all’improvviso, attraverso un rapido contagio, il mondo inizia ad andare fuori di testa.

Gruppo Sanguigno 404 è una canzone costruita su poche immagini precise: il deserto, il silenzio, le spiagge vuote, l’idea che l’idea che non si possa risvegliarsi da un incubo dia una connotazione piuttosto sconfortante della realtà.
Le spiagge vuote erano un tema dibattuto nell’estate 2025, quando ho scritto il brano. Il tema era oggetto di articoli, podcast, thread infiniti, dove anche gli ombrelloni chiusi di Cesenatico erano diventati un segnale sintomatico che qualcosa si era incrinato.
L’estate 2025 non ha avuto tormentoni, eventi che lasciassero davvero il segno, film epocali (ciao Barbenheimer) o videogiochi da rincorrere compulsivamente. Mentre tutto taceva, a farci compagnia rimaneva solo l’eco distante delle guerre, trasmesse in diretta nei telegiornali, nei reel, nei feed impastati di tragedia e intrattenimento.

Così ho iniziato a scrivere, partendo da quel silenzio del tutto anomalo, da una collettività privata di un vero racconto collettivo.
Il ritornello è nato quasi subito: “Gruppo Sanguigno: 404 / Nessuno trova più il suo cuore.”
Sulla sabbia del deserto
le ombre danzano in silenzio
mentre le spiagge sono vuote
sogni svaniscono nel vento.Lontano un rumore:
la guerra non finisce mai.
Gruppo Sanguigno: 404
nessuno trova più il suo cuore.
Gruppo Sanguigno: 404
abbiamo perso la ragioneSuperman si è arreso.
Le luci lanciano un segnale.
L’algoritmo ha già deciso
quali emozioni possono contare.Lontano un sogno:
la neve non si scioglie mai.Non c’è nessun profeta,svaniscono gli eroi,
rapiti da uno schermo.
Ma che futuro vuoi?(Testo di “Gruppo Sanguigno 404” di Zondini)
Un errore di sistema. La voce di chi reclama sangue per sopravvivere, ma non trova più nulla.
Come se ci fossimo scollegati tutti, anche da noi stessi. C’è un ritornello che ripete un codice d’errore, Gruppo Sanguigno: 404, come se il cuore stesso fosse diventato introvabile.
[ VIDEO ]
Nel video, realizzato interamente con il programma di AI Runway Gen.4, non “ci sono io” in senso diretto. Passo il microfono al mio alterego, già apparso nel video di Gentile Donzella.
Nel video il mio alter ego indossa il caso di un pilota di Formula 1. I musicisti — quelli del video precedente — non ci sono più. Trovati morti nel deserto, il loro posto viene preso da alcuni supereroi. Anche loro però si sentono impotenti. Fragili come il Superman di David Corenswet nel film di James Gun.
Gruppo Sanguigno 404 non è nato per piacere a tutti, ma non si vergogna di voler essere ascoltato.
Non è nato per “funzionare” secondo le logiche consuete, ma ha dentro il desiderio di arrivare a qualcuno. È un frammento di rifiuto contro il lato più disumanizzante e cinico del progresso, dove gli algoritmi sono a servizio di profitto, guerre e obnumilamento mentale.

Nel testo canto di Superman che si è arreso. Non è una boutade. È un dato di fatto. Gli eroi sono diventati tappezzeria di sottofondo. Il 5% del mondo ha bisogno di corpi, risorse, frasi ad effetto. Persone che amano parlare apertamente di tutto con parole roboanti ma vuote, agendo biecamente nell’ombra. La loro platea? Eserciti digitali che marciano senza meta.
In questi giorni mi capita di pensare a chi sceglie di rimanere scollegato da questa follia. A chi — come nella serie Pluribus — non ha ancora ceduto alla “mente collettiva”.
La mia canzone è un po’ rivolta a loro, a queste dodici persone disagiate rimaste sconnesse. So che sente ancora freddo, che ancora fame. Tenete duro.
Non ho la pretesa di cambiare nulla, ma mi piacerebbe stabilire un contatto, regalare un abbraccio, saturare una ferita dell’anima con un pensiero.
La canzone non è il primo brano di questo nuovo progetto a nome Zondini. Non sarà l’ultimo.
Dopo Gentile Donzella, Gruppo Sanguigno 404 è il secondo passo verso un terzo singolo e l’album che uscirà nel 2026. Un percorso che si sta costruendo traccia dopo traccia, immagine dopo immagine. Questo singolo ne è un frammento fondamentale.
Dacci un’ascoltata. Se ti piace, condividilo. Fammi sapere cosa ci hai sentito dentro.
Da parte mia, ci ho messo il sangue.





