Mariya Takeuchi, la cantante che il mondo ha conosciuto dalla porta sbagliata

Mariya Takeuchi (竹内まりや) è una cantante e compositrice giapponese nata il 20 marzo 1955 a Izumo, nella prefettura di Shimane, dove la sua famiglia gestisce da generazioni un ryokan davanti al santuario di Izumo Taisha. In Giappone ha venduto milioni di dischi: la sola raccolta Impressions del 1994 ha superato i tre milioni di copie. Dal 1982 è la moglie di Tatsuro Yamashita, il musicista giapponese che tutti chiamano il re del City Pop. Da allora è lui a produrre quasi tutti i suoi dischi.
Ora, se siete arrivati fin qui, scommetto che il suo nome lo avete incontrato in un modo solo. Una sera, tardi, surfando sul feed TikTok col pollice distrutto, vi siete imbattuti in un montaggio strano popolato da insegne al neon e spezzoni di roba animata giapponese, tipo Occhi di Gatto, sotto il video di qualcuno che guidava di notte in una città chiaramente nipponica di stampo anni 80.
Poi magari siete rimasti innamorati della canzone di sottofondo, l'avete mandata a qualcuno alle due di notte scrivendogli semplicemente "senti qua". Bene, quella canzone era "Plastic Love".
Quella voce è di Mariya Takeuchi, che la canzone l'ha anche scritta, nel 1984. Se vi è successo, benvenuti nel club: siamo qualche decina di milioni. Il guaio è che quasi tutti ci siamo fermati lì, convinti che lei fosse soltanto quella canzone. Plastic Love è un pezzo di artigianato pop impeccabile, ma Mariya Takeuchi ha alle spalle quasi cinquant'anni di dischi che il feed non vi proporrà mai.
Anch'io faccio parte del club, sia chiaro: Mariya Takeuchi l'ho scoperta così, come tutti. Circa due anni dopo ho deciso che restare un fan generico del J-pop non mi bastava più. L'amore per il Giappone e per la sua musica mi imponeva di passare al livello successivo di fanatismo, quello dei dischi originali. Così ho iniziato timidamente da un 45 giri del 1979, con lei in copertina che porta un limone appeso all'orecchio. Dentro c'è una canzone nata per vendere una bibita gassata, tipo i jingle di Carosello, solo scritta e arrangiata con la cura di una canzone d'autore. Questo articolo serve beceramente a plagiarvi e portarvi sulla stessa strada.
La vita di Mariya Takeuchi: da Izumo a Tokyo, passando per l'America

Partiamo da un dettaglio che nessun romanziere da quattro soldi e due tacchette avrebbe osato inventare. Mariya nasce a pochi passi da Izumo Taisha, il santuario dove secondo la tradizione ogni autunno si danno appuntamento tutte le divinità del Giappone per decidere, tra le altre faccende, chi deve sposare chi. La terza di sei figli cresce dentro il ryokan di famiglia, il Takenoya, guardando passare i pellegrini venuti a chiedere un buon matrimonio. Insomma, roba da anime giapponese. Anni dopo scriverà un classico dei matrimoni giapponesi. Io a queste coincidenze non credo, però mi piacciono moltissimo.
Al liceo vola negli Stati Uniti per un periodo di studio. Torna con un inglese pulito, che userà per tutta la carriera senza l'accento da manuale scolastico che tanti colleghi si portavano dietro. Nel 1974 sbarca a Tokyo, si iscrive a Lettere all'Università Keio, sceglie letteratura inglese. Nel circolo musicale Real McCoys conosce Masamichi Sugi, il futuro autore di "Whisky ga Osuki Desho".
Il 25 novembre 1978 la RCA la lancia con un singolo, "Modotte Oide Watashi no Jikan", insieme a un album registrato a Los Angeles, Beginning. L'anno dopo "September" le porta il premio per i nuovi artisti al Japan Record Award. A ventiquattro anni Mariya ha tutto quello che un discografico può desiderare, cioè la voce limpida con il sorriso da copertina. Le manca soltanto quello che nessuno le chiede: scrivere le proprie canzoni.
Per tre anni la RCA la presenta come una cantante da classifica, interprete di canzoni altrui. La scheda della raccolta Expressions (2008) divide la sua carriera in tre vite: la "cantante" degli anni RCA, la cantautrice dal 1984, l'autrice che scrive per altri. La prima vita finisce dentro uno studio televisivo.
Nel 1981 Mariya si ferma. Secondo un caporedattore di un quotidiano sportivo citato dal Nikkan Gendai, a esaurirle la pazienza fu TV Jockey, un varietà dove il clima da baraonda le sembrava lontanissimo dalla musica. Nel 1982 sposa Yamashita, nel 1984 nasce la figlia. Lei si definirà con una formula che in italiano suona più o meno "cantautrice casalinga a tempo pieno" (シンガー・ソング・専業主婦). La formula contiene più ironia di quanta ne mostri: dietro la casalinga c'è la donna che sta per scrivere Plastic Love.
Poi sparisce dalla televisione. Per diciotto anni non porta in giro un tour suo: torna sul palco soltanto nel 2000, con souvenir. Nel frattempo vende dischi come se il palco non servisse a niente. Nel 2019 arriva per la prima volta al Kōhaku Uta Gassen della NHK, il programma di Capodanno che in Giappone pesa quanto da noi Sanremo, dove canta "Inochi no Uta".
Oggi questa signora di settantun anni riempie i palazzetti. Precious Days, uscito nell'ottobre 2024, ha superato le trecentomila copie. Il tour del 2025, il primo nei palazzetti dopo undici anni, ha raccolto 140.000 spettatori in quattordici date, a fronte di circa 500.000 richieste di biglietti: quasi tre aspiranti spettatori su quattro sono rimasti fuori. Il 22 luglio 2026 è uscito il film del concerto, souvenir 2025. Dal 18 settembre 2026 i 78 brani dell'era RCA si possono usare nei video di TikTok, Instagram e YouTube Shorts. La ragazza del 1979 è appena sbarcata sul telefono di vostro nipote.
Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze, il capolavoro che l'algoritmo vi ha nascosto

Lo dico subito, così chi ha fretta può fermarsi qui: "Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze" è un capolavoro immortale, il vertice di tutta la discografia di Mariya Takeuchi. Chi non è d'accordo può scrivermi, ma prima la ascolti tre volte di fila.
Esce il 25 febbraio 1979 come secondo singolo della sua carriera. Il titolo significa più o meno "il vento azzurro di limone e lime". Le parole sono di Machiko Ryu, la musica di Kazuhiko Kato, l'arrangiamento di Ichizo Seo. Kato non è uno qualunque: aveva fondato la Sadistic Mika Band, una delle prime band giapponesi a suonare in Inghilterra. Il committente è la Kirin, la bibita è la Kirin Lemon. Il disco vende circa centomila copie.
Lo spot televisivo del 1979 lo trovate qui sotto, caricato da un appassionato. La protagonista è Harumi Nakajima, sesto volto della bibita: ha quattordici anni, è alta un metro e settantacinque, corre su una spiaggia del sud. Era ancora alle medie, con l'abbronzatura a chiazze delle ore di educazione fisica, così la produzione la fece abbronzare tutta in fretta. Lei racconta che dopo le si è spellata la pelle da capo a piedi.
Adesso guardate la copertina, perché lì dentro c'è un trattato di semiotica in miniatura. Mariya porta un limone appeso all'orecchio come un pendente. Il prodotto è salito dallo scaffale del supermercato fino al lobo della cantante: lo spot ha smesso di stare accanto alla canzone per trasformarsi in gioiello. Roland Barthes ci avrebbe ricavato un capitolo delle Mythologies. Io ci ho ricavato un'ossessione.
Sulla carta, quindi, Dream of You è un jingle. Il miracolo è che sia sopravvissuta alla pubblicità: lo spot del 1979 non lo ricorda più nessuno, la canzone sì. Habent sua fata libelli, dicevano i latini: i libri hanno il loro destino. Vale anche per i 45 giri. Plastic Love è finita dentro l'algoritmo, Dream of You nei cassetti dei collezionisti come me, che la tirano fuori soltanto per gli amici di cui si fidano.
La prima volta che è partita sul mio giradischi mi è sembrato di entrare in un cartone dal sapore Disney prima maniera, tipo Carissimo Pinocchio: aveva quel fascino da fiaba illustrata che ti fa ancora credere al lieto fine.
Plastic Love racconta l'amore che si consuma alle tre di notte, col trucco sbavato. Dream of You è la stessa ragazza cinque anni prima, alle quattro del pomeriggio, quando l'amore era ancora una promessa scritta sull'etichetta di una bibita. Ha quarantasette anni e non ne dimostra uno. Io, potendo scegliere, resto alle quattro del pomeriggio.
University Street (1979), il disco che porterei su un'isola deserta

Se dovessi salvare un solo disco di Mariya Takeuchi da un incendio, salverei questo, possibilmente con la sua fascia di carta ancora attaccata.
University Street esce il 21 maggio 1979, entra nella top ten della classifica Oricon, diventa il suo secondo album. La fascia obi della mia copia lo annuncia con il trasporto tipico dei pubblicitari dell'epoca: 待望のセカンド・アルバム, "l'atteso secondo album". Atteso da chi, a sei mesi dal primo, resta un mistero commerciale. Le canzoni raccontano la vita da campus, la stessa che Mariya aveva appena vissuto a Keio.
Lo dico con la mano sul cuore: è diventato uno dei miei dischi preferiti di sempre. È un album variegato, che cambia passo a ogni brano senza mai perdere la strada di casa. Gli arrangiamenti sono impeccabili e generosi, generosi nel senso antico della parola: ogni canzone riceve più di quanto le spetterebbe, un controcanto in più o un cambio di accordo che arriva quando pensavi di aver capito tutto.
Poi ci sono i fantasmi. Su questo disco i Beatles saltano fuori di continuo, soprattutto il McCartney più melodico, quello di "Here, There and Everywhere". Anzi, a dirla tutta, University Street sembra il figlio illegittimo di una notte d'amore tra "Penny Lane" e "Martha My Dear". Spuntano anche gli Off Course di Kazumasa Oda, con quella malinconia composta da ragazzi di buona famiglia, poi perfino i Carpenters, per come il canto resta pulito dalla prima all'ultima nota. Io quei fantasmi li conosco di persona: quando ho scritto "アストロボーイ" con i Tiny Tide, gli Off Course erano il mio modello dichiarato.
La vera notizia, però, la fascia la nasconde in piccolo, dietro un cuoricino: リンダ・ロンシュタットのレコーディング・メンバーが友情参加, cioè "partecipano in amicizia i musicisti che registrano con Linda Ronstadt". Quel "in amicizia" è un capolavoro di diplomazia. Immagino i contratti, le tariffe di Los Angeles, i biglietti aerei: tutto questo viene riassunto in una parola tenera. In sala ci sono Kenny Edwards al basso, Russ Kunkel alla batteria, Waddy Wachtel con Dan Dugmore alle chitarre, Don Grolnick alle tastiere. La West Coast è venuta in trasferta.
Li sentite in "Isn't It Always Love", una canzone di Karla Bonoff, che con Edwards aveva fondato i Bryndle. Secondo la Sony Music giapponese, la cover di Mariya fece crescere parecchio la notorietà della Bonoff in Giappone. La ragazza di Izumo aveva dato una spinta a una cantautrice californiana, non il contrario.
Nei crediti, con tre anni di anticipo sul matrimonio, c'è già lui: Tatsuro Yamashita firma la musica di "Blue Horizon" su un testo di Taeko Ohnuki, che scrive da sola anche "Kaeranu Omokage". Mariya, dal canto suo, firma il testo della canzone che chiude il disco, "Goodbye University", su musica di Tatsushi Umegaki. È un saluto all'università che oggi suona come un saluto alla giovinezza, la sua e un po' anche la nostra.
Variety e Plastic Love: l'ingiustizia di essere ricordata per una canzone sola

Mariya Takeuchi passa tre anni lontano dai riflettori con una cassetta di provini chiusa in un cassetto. Nel 1984 quella cassetta diventa Variety, il primo album in cui firma da sola parole e musica di ogni canzone. Lo produce Yamashita per la Moon, la nuova etichetta. Il disco arriva al primo posto della classifica Oricon.
Yamashita ha raccontato a Bunshun Online il giorno in cui premette play. Lo riporto parola per parola, perché se lo merita:
最初に聞かされたのが『プラスティック・ラヴ』。腰を抜かして、『こんな曲が書けるのに、なんで今までやらなかったんだ』『チャンスがなかったから』……
"La prima che mi fece sentire fu Plastic Love. Mi crollarono le gambe: 'Se sai scrivere una canzone così, perché non l'hai mai fatto finora?' 'Perché non ne avevo avuto l'occasione'."
Rileggetela. In due battute c'è la storia del pop giapponese di quegli anni: una ragazza sapeva scrivere capolavori, ma per tre anni il sistema le aveva chiesto soltanto di cantare quelli degli altri.
Adesso arriva la parte che mi manda in bestia. Nel 1985 Plastic Love esce come singolo e si ferma intorno all'ottantacinquesimo posto della classifica. Trent'anni dopo diventa la canzone più famosa del City Pop sul pianeta, quella che i ragazzi di Jakarta o di Seul cantano senza capire una parola.
Il critico Hitoshi Kurimoto, nella sua rubrica シティポップ(再)入門 su Real Sound, si chiede già nel titolo se Plastic Love fosse un'eccezione (異色) dentro un disco che, scrive, ha fissato lo stile tipico di Mariya. Se ha ragione lui, il paradosso è da manuale: il mondo ha eletto a simbolo di Mariya Takeuchi la canzone che le somiglia meno. È come conoscere i Beatles soltanto per "Helter Skelter": è un pezzo che molti considerano un antenato dell'heavy metal, ma chi si ferma lì dei Beatles ha capito poco.
Il resto di Variety parla la lingua del giorno. "Mou Ichido" apre il disco ed è il singolo che lo lancia. "Honki de Only You (Let's Get Married)" in Giappone è diventata un classico dei matrimoni, a conferma che le divinità di Izumo conoscevano bene il loro mestiere. "Mersey Beat de Utawasete", cioè "lasciatemi cantare sul Mersey beat", è una lettera d'amore spedita a Liverpool fin dal titolo.
Secondo il Nikkan Gendai, quando scrive Mariya tiene sempre a mente tre parole: 普遍性, 大衆性, 時代性, cioè universalità, popolarità, aderenza al proprio tempo. Sembrano le tre virtù teologali del pop. Plastic Love le possiede tutte. Le possiede anche Dream of You, che però non ha avuto la fortuna di un caricamento notturno.
Spot, film, serie: dove avete già sentito Mariya Takeuchi

In Italia c'era Carosello: Mina cantava per la Barilla, Calimero piagnucolava "è un'ingiustizia però!" per il detersivo Ava, il Caballero rimorchiava Carmencita con "chiudi il gas e vieni via" in nome del caffè Paulista. Da noi sono rimasti soprattutto i tormentoni da ripetere in cortile, mentre in Giappone la canzone pubblicitaria è un genere nobile, una vetrina dove i cantautori migliori si giocano la carriera. Mariya ci ha passato la vita: dopo la Kirin Lemon del 1979 la strada non si è più interrotta.
Di sigle di anime cantate da lei non ho trovato traccia: su quel terreno regna Anri, ci arriviamo tra poco. Chi cerca legami con i Queen o con i Led Zeppelin resterà a mani vuote, mi dispiace. Il rock di Mariya arriva dall'altra sponda del Pacifico: Waddy Wachtel, che suona le chitarre su University Street, qualche anno dopo entrerà negli X-Pensive Winos di Keith Richards. Russ Kunkel aveva già suonato con James Taylor e Jackson Browne. Mariya si trova così a due gradi di separazione dai Rolling Stones, niente male per una ragazza cresciuta in un ryokan.
Il Giappone dei primi anni Ottanta

Per capire queste canzoni bisogna entrare nel paese che le ascoltava. Conviene procedere per elenco, perché il Giappone dei primi anni Ottanta si capisce per accumulo:
- ANNO1979Ezra Vogel pubblica Japan as Number One, che gli americani leggono con un brivido lungo la schiena;
- 1 LUGLIO1979la Sony mette in vendita il primo Walkman, così la musica esce di casa per finire nelle tasche dei giubbotti;
- ANNO1980"Ride on Time" di Yamashita nasce per lo spot delle cassette Maxell;
- ANNO1981la Honda lancia la City, l'utilitaria squadrata che sembra uscita da un fumetto;
- 15 APRILE1983apre Tokyo Disneyland;
- 15 LUGLIO1983Nintendo mette in vendita il Famicom.
La bolla speculativa vera arriverà dopo, tra il 1986 e il 1991. Il City Pop nasce prima, nell'attesa: è la colonna sonora di un paese che non è ancora ricco sfondato, ma sente che lo diventerà presto. Il prodotto pagava, la canzone viaggiava sulle sue spalle. Nessuno, allora, immaginava che le canzoni sarebbero sopravvissute ai prodotti.
Tokyo, in quei dischi, è la città che si vede di notte dal finestrino, tra sopraelevate e insegne accese. È la stessa dei montaggi su TikTok di cui parlavo all'inizio. Quarant'anni dopo, i ragazzi chiusi in casa durante la pandemia l'hanno riconosciuta al primo ascolto, anche senza esserci mai stati.
Il City Pop, la pandemia e TikTok

Del City Pop ho già scritto a lungo in City Pop: un viaggio musicale in Giappone, quindi qui racconto soltanto la parte che riguarda Mariya. Per chi arriva adesso: è il pop urbano che il Giappone ha inciso tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, cresciuto ascoltando AOR o funk americano. Il critico Yutaka Kimura lo ha definito "musica pop urbana per chi vive uno stile di vita urbano", una definizione così tautologica da risultare perfetta.
Per anni, in patria, nessuno lo ha preso sul serio. Molti giapponesi cresciuti con questa musica la consideravano roba da centro commerciale, al punto che il produttore Yosuke Kitazawa ricorda il soprannome di "shitty pop".
La resurrezione comincia intorno al 2010, in un posto improbabile: la vaporwave con la future funk, generi nati in cameretta che rallentavano, tagliavano o ricucivano i vecchi dischi giapponesi. Era roba per pochi smanettoni, eppure ha funzionato. Nel 2017 arriva il caricamento di Plastic Love. Nel novembre 2018 le testate giapponesi contano già più di 20 milioni di visualizzazioni.
Poi arriva la pandemia, che chiude in casa mezzo pianeta per consegnarlo a TikTok. Lo stesso destino tocca ai Molchat Doma, tre ragazzi di Minsk che suonano un post-punk gelido da palazzone sovietico: nella prima metà del 2020 "Sudno (Boris Ryzhy)", uscita nel 2018, diventa la colonna sonora di migliaia di video su TikTok fino al secondo posto della classifica Viral 50 mondiale di Spotify. Il 29 ottobre 2020 la youtuber indonesiana Rainych pubblica una cover di "Mayonaka no Door / Stay With Me" di Miki Matsubara. Da lì in poi succede di tutto. A novembre l'originale entra nella top ten J-Pop di Apple Music in 47 paesi, prima in 12. A dicembre resta in testa alla classifica Viral globale di Spotify per 18 giorni di fila: una canzone del 1979, cantata da una ragazza morta nel 2004, si prende la vetta di una classifica pensata per le hit della settimana.
Gendai Business ha fotografato il cambio di passo con una frase che riporto fedelmente: 今はTikTokで若い世代に発見された楽曲がSpotifyのバイラルチャートを駆け上がり, "oggi le canzoni scoperte dai più giovani su TikTok risalgono le classifiche Viral di Spotify". Dietro il caso c'era anche un'etichetta sveglia. Yoshihiro Kawasaki, che cura il marketing digitale di Matsubara per la Pony Canyon, ha raccontato a Gendai: 我々も旧譜のシティポップ人気は以前から知っていました, "anche noi sapevamo da tempo che il City Pop del vecchio catalogo piaceva". Il primo ottobre 2020 la Pony Canyon aveva lanciato una serie di playlist del catalogo storico, aprendola proprio con "Mayonaka no Door".
Chi sono questi nuovi fedeli? Un sondaggio accademico ha interrogato 575 iscritti alle più grandi community online di fan del City Pop, gruppi Facebook e Reddit che a fine 2020 contavano oltre 60.000 membri. Ne esce una community giovane, in prevalenza maschile, sparsa in molti paesi. Per quei ragazzi il City Pop significa soprattutto nostalgia per un Giappone anni Ottanta idealizzato, mai visto di persona. È nostalgia di seconda mano: si rimpiange un posto dove non si è mai stati. Io la conosco bene: è la stessa che provavo comprando i cd di Dragonball Z da Alessandro Distribuzioni, a Bologna.
Nel 2021, in piena epoca di streaming, il 12 pollici di Plastic Love diventa il disco analogico più venduto dell'anno in Giappone: i nativi digitali hanno voluto toccare l'oggetto. L'ultimo capitolo è di poche settimane fa. Con il catalogo RCA aperto ai video social dal 18 settembre 2026, The First Times prevede che 竹内まりやの初期作品に改めて注目が集まりそうだ, "l'attenzione sui primi lavori di Takeuchi tornerà a crescere". Per la ragazza col limone all'orecchio è la prima occasione vera di sfidare la donna di Plastic Love sul suo stesso terreno. Io ho già scelto per chi tifare.
Ricerca originale: cosa raccontano i miei dischi

Fin qui ho citato giornali, critici, classifiche. Adesso cito il mio tavolo. Ci ho messo sopra i tre oggetti che vedete nelle foto: il 45 giri di Dream of You, l'LP di University Street con la sua fascia obi, il CD di Variety nell'edizione per il trentennale. Ho trascritto quello che c'è stampato sopra, poi l'ho confrontato con le schede delle ristampe giapponesi.
| Oggetto | Formato ed etichetta | Codice | Cosa c'è stampato |
|---|---|---|---|
| Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze | 45 giri, RCA, 1979 | RVS-545 | Sul lato B "Suteki na Hit Song" (すてきなヒット・ソング) |
| University Street | LP, RCA, 1979 | RVL-8041 | Sulla fascia: "l'atteso secondo album", i musicisti di Linda Ronstadt, la "nuova versione" di Dream of You, il prezzo di 2.500 yen, il distributore RVC |
| Variety (30th Anniversary Edition) | CD, Warner Music Japan, 2014 | WPCL-12007 | Tracce bonus, tra cui il 12" Extended Club Mix di Plastic Love da 9 minuti e 18 secondi |
La fascia obi è quello che Gérard Genette chiamerebbe paratesto: tutto ciò che sta intorno a un'opera per convincerci a entrarci. Sulla mia copia di University Street il paratesto racconta più di quanto sembri.
Prima scoperta: nel 1979 il Giappone voleva l'America
Il primo argomento di vendita stampato sulla fascia non riguarda la cantante. Riguarda gli americani. Nel 1979, per convincere un ragazzo di Tokyo a spendere 2.500 yen, bastava garantirgli che in sala c'erano i musicisti di Linda Ronstadt: l'America era il sigillo di qualità. Quarant'anni dopo il viaggio si è rovesciato. Gendai Business ricorda che per anni il simbolo della moda sono stati i turisti stranieri a caccia di vinili anni Settanta e Ottanta nei negozi di Tokyo. Oggi il sigillo di qualità lo mette il Giappone, mentre l'America compra.
Seconda scoperta: la Dream of You dell'album è un'altra
La fascia promette la hit "Dream of You" in "nuova versione" (ニュー・ヴァージョン). La versione sull'LP, quindi, non è quella del singolo. Lo conferma la ristampa del quarantennale (Ariola Japan, 26 dicembre 2018), che recupera la versione del 45 giri soltanto come traccia bonus numero 14. In quell'edizione ci sono entrambe: prima la versione dell'album, poi in coda quella del 45 giri. Chi giura di conoscere Dream of You perché l'ha ascoltata sull'album, insomma, conosce sua sorella.
Terza scoperta: Plastic Love, la crescita in numeri
| Quando | Dato riportato | Fonte |
|---|---|---|
| Novembre 2021 | Oltre 45 milioni di visualizzazioni del caricamento del 2017 | Tufts Daily |
| 2021 | Singolo analogico più venduto dell'anno in Giappone | SoundScan Japan |
| 2019 | Oltre 30 milioni di visualizzazioni | UtaTen |
| Novembre 2018 | Oltre 20 milioni di visualizzazioni | Movie Walker Press |
In tre anni il video ha più che raddoppiato le visualizzazioni. Il dato che mi commuove è un altro: nel 2021, in piena epoca di streaming, il 12 pollici di Plastic Love è il disco analogico più venduto in Giappone. Il pubblico nato su YouTube e su TikTok ha voluto il disco vero, da mettere sul piatto. Lo capisco benissimo, visto che ho appena passato un pomeriggio a fotografare una fascia di carta.
Mariya Takeuchi e le colleghe del City Pop: il confronto

Paragonare le regine del City Pop è un esercizio pericoloso, come chiedere a un bambino se vuole più bene alla mamma o al papà. Ci provo lo stesso. Rispetto alle colleghe, Mariya Takeuchi ha una particolarità: ha vissuto due carriere distinte. Fino al 1981 interpretava canzoni altrui, dal 1984 scrive tutto quello che canta.
| Artista | Canzone simbolo | Scrive le sue canzoni | Come l'ha trovata il pubblico di oggi |
|---|---|---|---|
| Mariya Takeuchi | Plastic Love (1984) | Sì, dal 1984; prima interpretava autori diversi | Un caricamento amatoriale su YouTube, nel 2017 |
| Anri | Cat's Eye (1983) | In parte, firmandosi ANRI | Il revival del City Pop, che all'estero l'ha proclamata regina del genere |
| Miki Matsubara | Mayonaka no Door / Stay With Me (1979) | No, la incise a 19 anni su musica di Tetsuji Hayashi | La cover di Rainych con TikTok, nel 2020 |
| Taeko Ohnuki | 4:00 A.M. (1978) | Sì | Le playlist del revival; in Giappone era già un nome di culto |
| Tomoko Aran | Midnight Pretenders (1983) | Scrive i testi | Il campionamento in "Out of Time" di The Weeknd, nel 2022 |
| Yumi Matsutoya | Rouge no Dengon (1975) | Sì | Kiki consegne a domicilio di Hayao Miyazaki, nel 1989 |
Anri è la sorella estroversa. Nel 1983 "Cat's Eye" va al primo posto della classifica Oricon, dove resta almeno quattro settimane. In Italia la conosciamo senza saperlo: è la sigla giapponese dell'anime che da noi si chiamava Occhi di gatto. Anri si ascolta in autostrada a tutto volume, Mariya parte quando si rientra in città a notte fonda.
Miki Matsubara è la meteora. Incide "Mayonaka no Door" a diciannove anni, nel 1979, lo stesso anno di Dream of You. La musica è di Tetsuji Hayashi, il compositore che quell'anno scrive per Mariya anche "September". Hayashi ha dato alle due ragazze due notti diverse: quella di Matsubara chiede a qualcuno di restare, quella di Mariya segue un amore che finisce con l'estate. Matsubara è morta nel 2004, senza vedere la sua canzone conquistare il mondo.
Taeko Ohnuki è la colta del gruppo. Con Yamashita ha inciso nel 1975 l'unico album dei Sugar Babe, Songs. Per University Street ha scritto due canzoni. Nel 1979 la differenza tra le due era questa: Ohnuki scriveva, Mariya interpretava. Cinque anni dopo, con Variety, la distanza si era chiusa.
Tomoko Aran è quella delle ore piccole. "Midnight Pretenders" è lenta, fumosa, lontanissima dalla luce di University Street. La sua rinascita è arrivata dall'alto, grazie a una star che l'ha campionata. Quella di Mariya è partita dal basso, da un anonimo con un account YouTube.
Yumi Matsutoya, Yuming per tutti, è la maestra. Ha cominciato nel 1972 come Yumi Arai, quando Mariya era ancora al liceo, scrivendo già tutto da sola. Miyazaki ha messo la sua "Rouge no Dengon" in Kiki consegne a domicilio: per molti italiani è stato il primo City Pop ascoltato, senza saperlo.
Tra tutte, Mariya è quella che ha percorso più strade: interprete, autrice per altri, cantautrice. Il revival ne ha illuminata una sola.
Le 10 canzoni di Mariya Takeuchi da cui partire
Questa classifica è mia, quindi non accetto ricorsi, se non accompagnati da un 45 giri in buone condizioni. Plastic Love c'è, ma non sta in cima: chi la cercava al primo posto ha appena capito il senso di tutto l'articolo.
- "Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze" (1979, singolo): il capolavoro, con l'estate dentro;
- "Plastic Love" (1984, Variety): la porta da cui è entrato il mondo, meritatamente;
- "Mersey Beat de Utawasete" (1984, Variety): Liverpool vista da Tokyo;
- "September" (1979, poi in Love Songs): musica di Tetsuji Hayashi su testo di Takashi Matsumoto, la canzone del premio come nuova artista;
- "Blue Horizon" (1979, University Street): Yamashita compositore, tre anni prima del matrimonio;
- "Fushigi na Peach Pie" (1980, Love Songs): di nuovo Kazuhiko Kato alla musica, su testo di Kazumi Yasui;
- "Isn't It Always Love" (1979, University Street): Karla Bonoff suonata dai musicisti di Linda Ronstadt;
- "Mou Ichido" (1984, Variety): il ritorno, con l'arrangiamento di Yamashita;
- "Kaeranu Omokage" (1979, University Street): Taeko Ohnuki scrive, Mariya interpreta;
- "Inochi no Uta" (2012): la canzone che l'ha portata al Kōhaku della NHK nel 2019.
Come ascoltare Mariya Takeuchi (e riconoscere un disco originale)
Gli album del periodo RCA sono sulle piattaforme di streaming dal 10 maggio 2019, Variety dal 3 novembre 2021. Questo è l'ordine di ascolto che consiglio a chi parte da zero:
- Ascoltate "Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze", subito dopo "Plastic Love": in dieci minuti avete i due estremi della sua carriera;
- Passate a University Street (1979), meglio nell'edizione rimasterizzata del 2018, che aggiunge tre brani dal vivo con la versione del singolo di Dream of You;
- Proseguite con Love Songs (1980), dove ci sono "September" con "Fushigi na Peach Pie";
- Arrivate a Variety (1984);
- Chiudete con una raccolta, Impressions (1994) oppure Expressions (2008).
Come riconoscere una stampa giapponese originale
- Cercate la fascia obi, la striscia di carta verticale sul lato della copertina: sulla prima stampa di University Street riporta il prezzo (2.500 yen) con il nome del distributore, RVC株式会社;
- Controllate il codice di catalogo: RVL-8041 per l'LP di University Street, RVS-545 per il 45 giri di Dream of You, mentre le ristampe hanno sigle diverse, come BVCL-941 per il CD del 2018;
- Guardate l'etichetta: i dischi usciti tra il 1978 e il 1981 portano il logo RCA, quelli dal 1984 il logo Moon;
- Chiedete sempre una foto della fascia prima di comprare: un disco giapponese senza obi vale in genere molto meno.
Mariya Takeuchi, lo spettacolo che non finisce mai
Ulisse ci ha messo dieci anni a tornare a Itaca, mentre quello di Ulisse 31 ha passato un'intera stagione a vagare nello spazio con il robottino Nono. Il viaggio nella musica di Mariya Takeuchi funziona allo stesso modo, solo al contrario: si parte dal porto più lontano, un video su TikTok alle due di notte, per risalire controcorrente fino a casa sua, al ryokan di Izumo davanti al santuario dei matrimoni.
Nel 1974 gli Emerson, Lake & Palmer intitolarono un triplo album dal vivo Welcome Back My Friends to the Show That Never Ends: bentornati, amici, allo spettacolo che non finisce mai. Keith Emerson, quello che sul palco prendeva a coltellate l'organo Hammond, non pensava certo a una cantautrice giapponese, ma la formula calza a pennello anche a lei.
Allora, la prossima volta che Plastic Love vi parte nel feed, non continuate a scrollare per ore. Schiodatevi dal cellulare, prendetevi un po' di tempo, concedetevi un ascolto forzato (cit.) di Dream of You. Ringraziatemi poi.

Domande frequenti su Mariya Takeuchi
Chi è Mariya Takeuchi?
È una cantante e compositrice giapponese nata a Izumo il 20 marzo 1955, in attività dal 1978. È tra le cantanti che hanno venduto di più in Giappone ed è una delle voci simbolo del City Pop.
Quanti anni ha Mariya Takeuchi?
Ha 71 anni: è nata il 20 marzo 1955.
Mariya Takeuchi è sposata con Tatsuro Yamashita?
Sì, dal 1982. Yamashita produce i suoi dischi dal 1984. La coppia ha una figlia, nata nel 1984.
Qual è la canzone più famosa di Mariya Takeuchi?
All'estero è "Plastic Love" (1984). In Giappone sono molto amate anche "September", "Single Again" e "Inochi no Uta".
Perché Plastic Love è diventata virale?
Nel 2017 un utente ha caricato il brano su YouTube con una foto fissa. Gli algoritmi di raccomandazione lo hanno proposto a milioni di persone. Nel 2019 è arrivato un video ufficiale, pubblicato per intero nel 2021.
Chi ha scritto Dream of You ~ Lemon Lime no Aoi Kaze?
Il testo è di Machiko Ryu, la musica di Kazuhiko Kato, l'arrangiamento di Ichizo Seo. È uscita nel 1979 come canzone per lo spot della Kirin Lemon.
Le canzoni di Mariya Takeuchi sono finite in film o pubblicità?
Sì, spesso. "Suteki na Holiday" accompagna gli spot natalizi della KFC giapponese dal 2001, "Baby Mine" chiude la versione giapponese di Dumbo (2019). "Plastic Love" è stata la sigla di una serie del canale LaLa TV.
Mariya Takeuchi ha legami con il rock occidentale?
Con i Queen o i Led Zeppelin no. Su University Street (1979) suonano però i musicisti di Linda Ronstadt, tra cui il chitarrista Waddy Wachtel, poi negli X-Pensive Winos di Keith Richards.
Che cos'è il City Pop?
È il pop urbano giapponese di fine anni Settanta e anni Ottanta, influenzato da AOR, funk e soft rock americano. Ne ho raccontato la storia in City Pop: un viaggio musicale in Giappone.
Mariya Takeuchi tiene ancora concerti?
Sì. Nel 2025 ha portato in tour Precious Days in quattordici date nei palazzetti, con 140.000 spettatori. Il film del tour è uscito il 22 luglio 2026. A ottobre 2026 ha incontrato i fan a Tokyo (l'11) poi a Osaka (il 18).
Dove si può ascoltare Mariya Takeuchi?
Sulle principali piattaforme di streaming: gli album RCA ci sono dal 10 maggio 2019, Variety dal 3 novembre 2021. Dal 18 settembre 2026 i brani RCA si possono usare anche nei video di TikTok, Instagram e YouTube Shorts.
Fonti
Le 32 fonti consultate
- Real Sound: le 78 canzoni del periodo RCA utilizzabili sui social (settembre 2026);
- The First Times: il catalogo RCA aperto ai video social;
- Joshin Web: scheda della ristampa 2018 di University Street;
- Session Days: crediti e musicisti di University Street;
- Sony Music Japan: biografia di Karla Bonoff;
- Renote: discografia e singoli di Mariya Takeuchi;
- SBS Radio: crediti di Dream of You e September;
- Ticketjam Magazine: profilo di Mariya Takeuchi;
- Nikkan Gendai: famiglia, pausa del 1981, i tre principi della scrittura;
- Bunshun Online: Tatsuro Yamashita su Plastic Love e Variety;
- Real Sound, Hitoshi Kurimoto: シティポップ(再)入門, Variety;
- Pia: Variety sulle piattaforme di streaming dal 3 novembre 2021;
- Billboard Japan: il video ufficiale integrale di Plastic Love;
- Movie Walker Press: souvenir the movie e i 20 milioni di visualizzazioni;
- UtaTen: Turntable e lo streaming dei dischi RCA;
- RAG Music: le canzoni di Mariya Takeuchi negli spot;
- RAG Music: classifica delle canzoni più amate, con le colonne sonore;
- Gendai Business: Mayonaka no Door, TikTok e Spotify;
- Nlab: Mayonaka no Door nelle classifiche di Apple Music;
- Sakigake: il tour souvenir 2025 e il film del concerto;
- The First Times: Precious Days e il tour nei palazzetti;
- Oricon: classifiche di Anri;
- Weblio: profilo di Anri;
- RERO DOC: Japanese City Pop abroad, sondaggio sulla community online;
- Tufts Daily: le visualizzazioni di Plastic Love nel 2021;
- Wikipedia: Plastic Love, dati SoundScan Japan;
- Wikipedia: City pop, la definizione di Yutaka Kimura;
- Asagei: le "Cenerentole della pubblicità", Harumi Nakajima e la Kirin Lemon del 1979;
- Billboard Japan: intervista a Mariya Takeuchi su Precious Days (2024);
- The First Times: Mariya Takeuchi intervistata da Osamu Hayashi (novembre 2024);
- The Television: "Cantare era diventato una sofferenza" (novembre 2024);
- Real Sound, Tomokazu Nishihiro: Precious Days traccia per traccia (novembre 2024).


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