La DeLorean ha rappresentato per la mia generazione il momento esatto in cui la fantascienza è uscita dallo schermo per entrare nella vita quotidiana.
Con Ritorno al Futuro non stavamo solo guardando un film: ci sembrava davvero possibile scappare dal presente, chiudere gli sportelli ad ali di gabbiano della DeLorean e sparire in un lampo lasciando dietro di noi solo scie di fuoco (a patto che fossimo stati in grado di trovare del plutonio a buon mercato).
Era il 1985 e in quella sala buia Michael J. Fox diventava l’amico che tutti volevamo, Christopher Lloyd lo scienziato pazzo che avremmo seguito ovunque.
La DeLorean era il terzo protagonista, più di una macchina: un’icona. Come un walkman o una cassettina di Michael Jackson: la DeLorean diventata un simbolo identitario generazionale che prometteva di portarci letteralmente a viaggiare nel tempo.
La storia della DeLorean: da sogno a mito

La storia della DeLorean comincia ben prima di Hollywood. La DeLorean Motor Company fu fondata da John DeLorean, un manager visionario della General Motors che sognava di produrre un’auto sportiva “diversa da tutte”.
La DMC-12, disegnata da Giorgetto Giugiaro, nasceva con carrozzeria in acciaio inox e un design futuristico. Ne furono prodotti circa 9200 esemplari all’inizio degli anni ’80: pochi, ma abbastanza per entrare nell’immaginario.
Il problema fu la realtà. Costi elevati, un motore non all’altezza delle linee aggressive e la bancarotta che travolse l’azienda segnarono la fine della produzione dopo appena due anni.
Un fallimento commerciale che, ironia della sorte, si sarebbe trasformato nel carburante di un mito pop senza scadenza.
Dal frigorifero al grande schermo

In origine, nel copione scritto da Robert Zemeckis e Bob Gale, la macchina del tempo di Ritorno al Futuro non era un’auto, ma un banale frigorifero. Poi, per fortuna, ci si rese conto che l’idea poteva spingere i ragazzini a tentare esperimenti “un po’ azzardati” in casa. Così arrivò la scelta che cambiò tutto: la macchina del tempo sarebbe diventata una DeLorean DMC-12: con la sua carrozzeria lucente e quelle portiere scenografiche, sembrava già un UFO pronto al decollo.
Zemeckis raccontò di aver voluto un mezzo che sembrasse plausibile ma alieno allo stesso tempo. Gale ricordò che gli studios avrebbero preferito una Ford Mustang, proposta rispedita al mittente con una battuta leggendaria: “Doc Brown non guida una fottuta Mustang”.
Il resto è storia. La DeLorean entrò nel set e da lì direttamente tra le macchine entrate nella storia del cinema.
La trilogia di Ritorno al Futuro e il mito pop
Nella trilogia di Ritorno al Futuro, la DeLorean non è solo un oggetto di scena: è un protagonista vero e proprio.
Dalla prima corsa a 88 miglia orarie al viaggio nel Far West del terzo capitolo, l’auto accompagna Doc e Marty come un compagno silenzioso ma determinante.
Eppure il suo mito non nasce solo dalle riprese. Fa parte del contesto: la metà degli anni ’80, quando il futuro sembrava una promessa a portata di mano.
Nel nostro immaginario, la DeLorean si affiancava ai videogame arcade, alle scarpe Nike Air, alla musica di Huey Lewis. Non era solo cinema, era parte di un rito collettivo: sedersi in sala significava partecipare a un viaggio che avrebbe finito col segnarci per sempre.
Collezionismo, repliche e prezzi da capogiro

Se all’epoca la DMC-12 fu un flop commerciale, oggi è tra gli oggetti più ambiti dai collezionisti. Con la nuova società fondata da Stephen Wynne, che ha rilevato il marchio negli anni ’90, esistono anche versioni restaurate e repliche.
Una replica della DeLorean di Ritorno al Futuro, completa di flusso canalizzatore e dettagli cinematografici, può superare tranquillamente i 100mila dollari sul mercato.
Il fascino sta in vari fattori: la produzione limitata (quei 9200 esemplari), il design unico con gli sportelli che si aprono verso l’alto e naturalmente il legame indissolubile con il film.
In fondo, possedere una DeLorean significa possedere un frammento di cinema, un pezzo di quella promessa che ci fece sognare di invertire il tempo.
Dove sono finite le DeLorean del film?

Molti si chiedono ancora oggi: dove si trova la macchina di Ritorno al Futuro? La risposta è sparsa tra musei e collezioni.
L’esemplare principale, la cosiddetta “A car”, è custodito al Peterson Automotive Museum di Los Angeles, restaurato con la carrozzeria della DeLorean originale.
Un altro modello si trova agli Universal Studios, utilizzato come attrazione, e un terzo è apparso in Giappone.
In passato parti dell’auto sono finite persino appese al soffitto del Plannet Hollywood Hawaii, a dimostrazione che questo veicolo è ormai reliquia pop, da venerare in ogni angolo del mondo.
Dove andiamo noi non c’è bisogno di strade…
La parabola della DeLorean è unica: nata come auto di nicchia, morta come fallimento industriale, risorta come mito assoluto del cinema. Un oggetto che ha saputo trasformarsi in simbolo generazionale, a metà tra sogno e realtà, tra metallo e celluloide.
E se oggi la vediamo scintillare dietro una teca di museo o in una replica da collezione, la verità è che continua a fare quello che ha sempre fatto: ricordarci che il cinema non è solo intrattenimento. La settima arte è la macchina del tempo più potente che abbiamo mai inventato.
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